13
dic
2007

La scelta della scuola

17:20 pierangelo0


In questi giorni sto trascurando il blog perché sono impegnato nella scelta della scuola adatta a mio figlio: entro la fine di gennaio, infatti, dobbiamo decidere a che tipo di scuola iscriverlo. A lui piace molto l’informatica e sta già frequentando un corso di laboratorio dove imparare i passi fondamentali. Io sarei orientato a fargli frequentare il liceo scientifico-tecnologico ad indirizzo informatico, perché è portato più per le materie scientifiche che per quelle umanistiche. Ci sarebbe anche l’istituto tecnico industriale, dove avrebbe la possibilità di frequentare un corso sicuramente interessante, però verso questo tipo di scuola ho un po’di diffidenza dovuta alla cattiva immagine che si è costruita in questi ultimi anni. Molte famiglie, pur avendo figli che non sono portati per lo studio, non vogliono mandarli alle scuole professionali perché sono diventate troppo frequentate da elementi poco raccomandabili e di conseguenza danno la preferenza agli istituti tecnici, che a loro volta perdono credibilità e serietà. Io sono contrario ad una scuola che ghettizzi le classi sociali più deboli, anche perché questo fatto l’ho già sperimentato sulla mia pelle, però non è neanche giusto che si vadano a formare delle scuole soltanto per essere utilizzate come parcheggio per questi giovani che non vogliono studiare, ma non hanno ancora l’età per andare a lavorare.  

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22
ott
2007

Vacanze in colonia

15:25 pierangelo0


La montagna è stata per anni la mia meta estiva preferita. Molto probabilmente questa scelta è stata determinata dal mio amore per le lunge camminate e anche, certamente, da un fattore psicologico: il mare molto spesso è un luogo superaffollato e quindi non molto adatto a me, dato che sono amante del silenzio e della tranquillità. Fin da ragazzo, a differenza dei miei fratelli, ho sempre desiderato frequentare, durante le vacanze, le colonie dell’Eni, che erano due: una in montagna a Borca di Cadore e un’altra a Cesenatico, nel mare adriatico. Quando arrivava il momento di decidere la destinazione, preferivo sempre scegliere la montagna; Cesenatico, invece, l’ho frequentata soltanto le prime due volte, perché il medico mi aveva vivamente consigliato di recarmi in una zona di mare. Devo riconoscere, che nonostante fossi stato piccolo e lontano da casa, mi sono sempre trovato bene; ma quelli erano altri tempi e ci si accontentava con poco, d’altra parte era l’unico modo che avevamo per riuscire a trascorrere un po’di vacanze lontano da casa. Oggi le cose sono completamente cambiate e sono sicuro che i ragazzi, come mio figlio, avrebbero avuto delle forti difficoltà a adattarsi in quei posti, con dei sistemi educativi che forse erano un po’ troppo antiquati. Io invece ho conservato dei ricordi molto belli: amavo talmente tanto la natura, che tutto il resto non aveva molta importanza, anche perché il panorama che si poteva osservare era semplicemente stupendo. Erano gli anni che alla guida dell’Eni c’era Enrico Mattei e fu lui che fece costruire questo villaggio vacanze e colonia estiva ai piedi del monte Antelao per i suoi dipendenti. Sono ricordi della mia infanzia a cui penso sempre con molta serenità. Voglio soltanto aggiungere che con la nascita di mio figlio ho imparato ad amare molto anche il mare.

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30
ago
2007

Una passegggiata serale

22:06 pierangelo0


Io normalmente, alla sera, prima di andare a letto, faccio sempre un giro a piedi per il paese: mi piace pensare a quello che la giornata mi ha offerto e anche hai progetti che potrebbero svilupparsi nei giorni successivi. Inevitabilmente, mentre cammino osservo il cielo stellato: ha un fascino che mi ha sempre coinvolto, fin da bambino; cerco di riconoscere le costellazioni più note, come la Lira con la stella Vega, il Cigno con Daneb, lo Scorpione con Antares e con Akrab. Quando mio figlio aveva circa sei anni, avevo iniziato a fargli osservare il cielo e le stelle più belle e devo dire che si era molto appassionato, mi ricordo ancora che in una notte di San Lorenzo avevamo ammirato dal nostro balcone le stelle cadenti: oggi non potremmo più, perché davanti al nostro appartamento è stato costruito un palazzo che ci impedisce di osservare bene il cielo. Abbiamo, per alcuni anni, cercato di scoprire sempre nuove stelle e costellazioni... Compiuti i nove anni, invece, ho deciso di regalargli il computer e da allora il suo interesse si è riversato lentamente verso i videogiochi. Ma questa è un’altra storia... Ritornando alla mia camminata serale, volevo far notare, che è stato grazie al fascino del cielo stellato, che ho sviluppato la mia spiritualità: è mentre osservavo queste stelle lontane che mi sono posto le domande più complesse della vita, come la funzione dell’uomo su questa terra e la possibilità di una vita oltre la nostra morte: sono dei quesiti rimasti irrisolti, ma che, se non altro mi hanno dato una carica interiore che prima non avevo.

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07
lug
2007

Il daimon

17:56 pierangelo0

Ci sono alcuni avvenimenti, nella vita, che segnano, in modo decisivo, tutto il percorso successivo, che ancora dobbiamo attraversare. Chiunque di noi potrebbe portare, a questo proposito, un’infinità d’esempi. Io sto rileggendo, in questo periodo, un libro di James Hilmann: “il codice dell’anima”; l’avevo comprato diversi anni fa, poi l’ho abbandonato, dimenticandomene per tutti questi anni… Adesso che mi è tornata la passione per questo genere di letture, lo sto gustando con occhi completamente nuovi. L’autore, che è uno psicologo Junghiano, afferma, (rifacendosi al vecchio mito platonico di Er) che ognuno di noi riceve un compagno, prima della nascita, ovvero il daimon, che avrebbe come compito quello di guidarci durante la vita e di farci realizzare la vocazione per cui siamo nati. Egli ci racconta alcuni casi, di diversi personaggi importanti, nei quali, secondo lui, si sarebbe manifestata questa realizzazione del genio, attraverso situazioni molto difficili e complicate. Io invece vorrei raccontare, a questo proposito, un avvenimento risalente a diversi anni fa: lavoravo da alcuni mesi in un’azienda telefonica, dove tutto sommato mi trovavo bene. Proprio in quel periodo uscì un concorso per l’enel, azienda nella quale avevo sempre desiderato lavorare e fortunatamente, ebbi l’occasione di poter parlare con uno della commissione che mi spiegò come mi sarei dovuto comportare al colloquio.(prima però era necessario dover superare l’esame di teoria, cosa che mi riuscì abbastanza facilmente) Quando arrivò il momento di rispondere alle domande della commissione, mi uscirono parole completamente sbagliate. Era un colloquio di estrema facilità ed io lo sbagliai clamorosamente. Non mi sono mai perdonato quell’errore, ma anni dopo, attraverso l’azienda dove lavoravo conobbi la mia futura moglie, una signorina di 18 anni, che sposai dopo 15 anni e da cui nacque mio figlio; cosa voglio dire, che se quel giorno non avessi sbagliato a dare la risposta, mio figlio non sarebbe mai nato, perché non avrei mai potuto conoscere quella che sarebbe poi diventata mia moglie.
Seguendo il ragionamento di Hilmann fu il daimon di mio figlio che quel giorno, al colloquio, fece in modo che io sbagliassi la domanda, così che non potessi cambiare azienda.

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27
giu
2007

Una bella vacanza

09:34 pierangelo0

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19
giu
2007

Un sogno

11:24 pierangelo0


Alcuni giorni fa ho fatto un sogno molto interessante. Non è la prima volta che mi capita. Per me il sogno è una componente importante della mia vita, più di una volta, fin da quando ero poco più di un ragazzo, mi hanno dato importanti anticipazioni su cose che poi si sono realizzate. Lo so è difficile crederci e d'altra parte non intendo neanche cercare di convincere nessuno, quello che mi preme invece è di raccontare il sogno per valutare poi, se anche questo rientra nel gruppo dei sogni premonitori, che ho già fatto, o se esprime soltanto un desiderio.
Ho sognato di essere ancora a lavorare e ho visto come in un flash back alcuni aspetti della mia vita lavorativa, c'erano pure capannoni semivuoti, forse a ricordarmi della crisi in un'azienda dove avevo lavorato, mi sono poi trovato, in un capannone dove parlavo di alcuni problemi che riguardavano la mia auto, cosa effettivamente avvenuta qualche giorno prima. Poi ho rivisto una serie d'immagini, dove non sapevo più che mansione svolgere e giravo ansioso in cerca di qualcosa da fare. Ad un certo punto mi sono ritrovato accanto a due uomini, che nella realtà non mi ricordavano nessuno e spostata appena un po' più indietro c'era una donna che mi stava guardando. Si è avvicinata e arrossendo un poco, con un leggero sorriso si è giustificata dicendo che in realtà stava guardando una cosa che era nella mia direzione. Io, le ho detto, quasi per giustificarmi a mia volta e dandole del lei, che stavo cercando qualcosa da fare e che non riuscivo a trovare niente e poi girandomi verso i due uomini o continuato a dirle, che prima ero insieme a lavorare con quello, facendo segno al primo, poi sono passato insieme all'altro e adesso avrei voluto sapere finalmente cosa dovevo fare. A questo punto la donna, di cui vedevo solo il suo aspetto fisico senza un volto ben definito, mi ha detto: adesso vieni insieme a me. Io le ho risposto tutto felice, che era quello che volevo e ho guardato i due uomini che erano rimasti sorpresi da quello che stava accadendo, in modo sprezzante. Il sogno finisce mentre io e la donna ci allontaniamo insieme. Ho voluto riportare il sogno, perchè tra qualche mese, potrò così valutare il suo significato. Capire se è una premonizione o semplicemente un desiderio del subconscio.

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16
giu
2007

Alcuni libri interessanti

15:55 pierangelo0


Sto continuando a leggere una serie di libri che m'interessano. Il primo, è un vecchio libro di Mario Tobino:"Le libere donne di Magliano" dove lo scrittore che è anche uno psichiatra, racconta la sua esperienza di medico vissuta in un manicomio. E' stato scritto molti anni fa, nel 53, quando la realtà di queste strutture era molto carente. E' comunque un libro che riesce a mettere a fuoco, la vita triste, ma in certi casi fantasiosa, di queste malate di mente. Bisognerà invece, aspettare gli anni 70, con le idee innovative di Franco Basaglia per trovare un radicale cambiamento nella vita dentro ai manicomi. Sempre in quegli anni, fu girato dal Piacentino Marco Bellocchio, un film molto interessante "Matti da slegare".
L'altro libro che sto leggendo è di Jung, ed ha come titolo "L'uomo e i suoi simboli" è l'ultima opera che ha scritto ed è a carattere divulgativo, quindi abbastanza comprensibile. Riassume un po' il suo pensiero sull'inconscio collettivo e la psicologia analitica. E' un libro che riesce a farci conoscere meglio le paure e le angosce dell'uomo moderno. Jung è stato per me una scoperta molto importante.
L'ultimo libro che sto leggendo è:"Molte vite, molti maestri" scritto da Brian Weiss, uno psichiatra americano, che curando una sua paziente con l'ipnosi regressiva, riesce a farle rievocare ricordi delle sue vite precedenti. E' un libro che affronta il problema della reincarnazione, e ci spiega come lo psichiatra, che ha una formazione scientifica molto ferrea, alla fine si convinca della validità di queste teorie.

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14
giu
2007

La mia età

16:28 pierangelo0


E’ un periodo in cui sto apprezzando le buone letture, quelle che ti fanno crescere spiritualmente e riescono a spiegarti cose a cui da diverso tempo cercavo di trovare una risposta. Sembra assurdo, ma a volte si scopre che un importante autore ha scritto un libro, dove si poneva gli stessi interrogativi su alcune questioni a cui riflettevi già da tanto tempo e alle quali non riuscivi ancora a dare una risposta precisa. Certo, forse sarebbe bastato leggere un po’ di più per imparare in anticipo determinati concetti, ma la vita non è basata soltanto sui libri, ma anche e soprattutto su cose concrete e in determinate situazioni bisogna saper dare la priorità a quelle più urgenti, come per esempio nel risolvere i problemi quotidiani. Oggi, però, che sono in pensione, posso decidere meglio il modo di utilizzare il mio tempo e credo che la scelta di una crescita personale possa definirsi un obbiettivo valido. Mio figlio, qualche giorno fa, nell’ingenuità dei suoi dodici anni mi ha detto: “Ma a cosa ti serve impegnarti a leggere che tanto, ormai, non devi più cercare un posto di lavoro”, come se la cultura servisse esclusivamente in quell’occasione; poi devo dire che, onestamente, ad una certa età (e di questo sono sempre più convinto), in una fase di radicale cambiamento ambientale e caratteriale, si creano dei vuoti interiori, che si devono riempire soprattutto attraverso una crescita spirituale, più che a quella materiale. La nostra, infatti, rappresenta un’età in cui ci si sente ancora giovani, soprattutto nello spirito ed è proprio lì dove dobbiamo cercare di migliorare.

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09
giu
2007

Un giro per il paese

15:11 pierangelo0


Stamattina ho girato lungo le strade del mio paese, non è che ci sia molto da vedere, però, amo camminare e lo faccio di frequente. Il sole era già alto e la temperatura più che soddisfacente. Il paese dove abito è in forte espansione, e dappertutto si trovano gru e case in costruzione. I marciapiedi poi specialmente nella zona nuova sono ancora da finire, e lì le erbe ci crescono liberamente. E' proprio durante questa passeggiata, che ho notato ai bordi di un marciapiede, un erbetta a me molto cara, la camomilla, ne ho raccolto un fiore ed ho annusato il suo profumo. Mi ha riportato a quando da ragazzino, la raccoglievo nei campi e poi tornato a casa facevo essicare i suoi fiori, e infine la utilizzavo per bermi una bella tazza di tisana prima di andare a dormire. Già da ragazzo sapevo riconoscere diverse erbe medicinali, e in questi giri mi fermo sempre ad osservarle. Vicino alla camomilla ho notato piante di malva con i fiori, c'erano ortiche, il luppolo che si arrampicava su una siepe, non ho trovato invece una pianta che amo molto, ma che si trova soltanto vicino alle zone umide, ed è la valeriana. Una pianta che ho saputo apprezzare molto quando ho avuto una brutta depressione.
Conoscere la natura dà delle soddisfazioni, si guarda la pianta e la si chiama per nome, si riesce a distinguere, un pino da un abete e a sua volta dai vari cedri, che sono tanto frequenti nei nostri giardini. La mattinata oggi l'ho passata così, non ho voluto per questa volta, pensare a cose troppo impegnative. Ma la mia ricerca verso quella completezza della vita, che sempre mi accompagna, si farà nuovamente sentire con forza. Per oggi mi sono voluto godere il sole e le mie erbe medicinali.

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08
giu
2007

Il parco

16:31 pierangelo0





Oggi ho provato un forte desiderio di sentire il contatto con la natura, ed ho pensato subito ad un bosco perchè mi affascina molto, ma avendo poco tempo a disposizione ho dovuto accontentarmi del parco della Galleana di Piacenza: non che sia brutto, anzi ha i suoi pregi, ma io amo molto la natura allo stato selvatico, dove ricevo una carica di energia maggiore; in più i boschi che io amo, si trovano immersi in un paesaggio stupendo e c'è sempre la possibilità d'incontrare qualche simpatico animaletto.
Il parco riesce ugualmente a rilassarmi e a farmi concentrare bene, inoltre dopo un po' che cammino mi integro completamente con l'ambiente e ne divento una sua piccola parte. Stamattina durante la camminata mentre osservavo alcuni tipi di piante, riflettevo su alcune situazioni che possono capitare nel corso della vita e non ho potuto fare a meno di pensare, che a volte non riusciamo ad armonizzare i nostri comportamenti e questo ci porta quasi sempre a fallire l'obbiettivo che c'eravamo dati. Quante volte ci addentriamo in esperienze che non ci convincono completamente, ma che per il gusto di provarle ci lasciamo poi coinvolgere? E' chiaro che dopo non possiamo prendercela con la cattiva sorte, se qualcosa ci va storto. Dovremmo abituarci ad accontentarci di poco, e ad imparare a vivere con le cose indispensabili, perchè è in questo modo che potremmo sicuramente capire quanto importante e bella è la vita. I miei anni migliori li ho passati così: senza nessuna pretesa, senza chiedere a Dio né amori né ricchezze, ma soltanto che si realizzassero gli ideali in cui fermamente credevo. Certo erano gli anni giovanili, poi crescendo si tende sempre a cambiare e anche gli ideali si perdono per la strada. Però sarebbe importante non dimenticare mai l'esperienza di quegli anni, e nei momenti di difficoltà riuscire a capire, come allora, che la vita va sempre affrontata con grande umiltà.

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